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L´Unione Sportiva Sant´Antonino viene fondata nel 1967 da un pool di amici con a capo il Presidente attualmente Onorario Andrea Varisco, il quale ha mantenuto la carica per quasi 40 anni diventando il più longevo Presidente di società affiliata al Comitato Provinciale Lombardo della Federazione Italiana Pallacanestro.
La Società ha da sempre operato sul territorio per incentivare la pratica sportiva con finalità sociale, lo scopo principale  è far fare dello sport, in questo caso il basket, ai bambini della nostra cittadina.
Nella lunga storia della USSA i risultati sono stati degni dell´impegno dei numerosi dirigenti che nel corso degli anni si sono succeduti nella gestione ed hanno portato ad avere una prima squadra arrivata sino alla C2, categoria che insieme alla serie D è sempre stata frequentata da 15 anni a questa parte.

Scopo della USSA è quello di consentire la pratica sportiva ai ragazzi, ma soprattutto educarli ai principi di correttezza e lealtà che costituiscono il fondamento della società cristiana e civile, valori che rappresentano il caposaldo dell´unione sportiva.

Per quanto riguarda il minibasket noi garantiamo che ogni bambino giochi ma abbiamo anche il responsabile dovere di inserire ogni bambino nel contesto ideale, quello cioè, più adatto alle sue abilità motorie del momento. Con questo, intendiamo affermare che il fattore evolutivo non agisce con precisione cronometrica allo stesso modo su tutti i ragazzi, ma che mostra una “plasticità” a volte sorprendente. In altre parole, il bambino goffo ed impacciato a otto anni, può diventare un eccellente atleta a quindici. Così come la “promessa dello sport” a tredici anni, può tranquillamente tradire ogni pronostico e trasformarsi in un tranquillo impiegato a vent’anni. E´ successo spesso, e continuerà a succedere.

Quando arriva il momento di comporre i gruppi di allenamento e per i campionati, forti di questa consolidata esperienza, ci troviamo costretti a tenere in considerazione non solamente l´età anagrafica, ma anche, e soprattutto, il livello di crescita motoria ed il tipo di attività più indicata per ogni singolo bambino. Ognuno, grande o piccolo che sia, si prepari anche al fatto che un bambino/ragazzo svolga lezioni o allenamenti o partite con gruppi non legati necessariamente al corrispondente anno di nascita. Non riteniamo giusto, infatti, penalizzare chi si trovi, da un punto di vista strettamente motorio, momentaneamente “più avanti” e in grado di affrontare situazioni di gioco più competitive, rispetto a chi, invece, si trova ancora nella necessità di svolgere, magari solo per poco tempo, un differente tipo di preparazione, tendente a sollecitare determinate situazioni motorie ancora carenti. Anche un deficit di esperienza, magari legato al semplice fatto di aver intrapreso l´avventura minibasket in ritardo rispetto ai compagni, può rivelarsi un momentaneo fattore discriminante nella formazione dei gruppi.
Riassumendo, crediamo non ci sia niente di più sbagliato nel forzare le situazioni ed i momenti, dato che sappiamo che un bambino, inserito in un contesto “più grande” di lui, finisce per esserne sovrastato. Finisce, cioè, per fare la parte della timida “comparsa”, e non del “protagonista”, come invece era nei suoi sogni e spesso il risultato di tutto ciò, coincide con un precoce abbandono dell’attività sportiva.  Una sconfitta per tutti.
Per questo motivo abbiamo deciso di prendere parte a campionati dal diverso livello competitivo. Proprio per dare modo a tutti di prendere parte attiva al gioco, divertendosi da “protagonista”.
Una riflessione per chiudere: “lasciate che siano gli istruttori a decidere quale sia il contesto migliore nel quale fare interagire vostro figlio.”